mercoledì 15 dicembre 2010

Invidio la neve.

In alcuni momenti riesco a fissare il vuoto per ore
dalla cima di un'altura prepotente.
Altre, riesco perfino a sentire l'adrenalina
che mi scorre in vena,
nel desiderio di lanciarmi giù.
Un brivido mi setaccia la schiena
al sol pensiero.
E' un'ambizione che ho sin da quando ero bambina.
Il volo.
Ma il mio, ora, non diverrebbe che un frastuono di carne ed ossa
frantumate al suolo.
Non si avvertirebbe nient'altro che l'odore della carne fresca,
intrappolata nell'asfalto ruvido.
Durerebbe ben poco.

Oggi mi son persa a fissare la neve.
Milioni e milioni di piccoli fiocchi cadevano giù.
Non si può ritrarre il volto del nevischio in volo.
Non si riuscirebbe a sentir urlare il suo silenzio...
o il rumore delle sue ali intessute nel manto che riveste le vie.

Stanca nostalgia illusoria.
Mi taglia il viso.

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