Eh si. Proprio così.
Sono giunta qui per caso. Avevo voglia di urlare.
Avete presente quando l'estensione della propria voce non arriva al punto di essere ascoltati?
Ecco. Sono proprio a quel punto. Come in un incubo.
La mia voce si perde tra i tonfi delle città che mi camminano addosso.
Nessuno sente, qui.
Ma... cominciamo. Primo diario/blog. Primo post.
Mi presento subito... intanto...
Benvenuti.
"Sono la regina di angeli in attesa di dolce risveglio
tra le braccia entriamo un po' respirando piano
tra le braccia
in attesa di giochi senza memoria
dove vendersi e svendersi e poi dimenticare.
Cosa d'alta magia non ferirsi mai. "
Comincio così. Un pezzo del libro "Luminal" di Isabella Santacroce.
Sono io. Sono dannatamente descritta alla perfezione.
Mai una volta che riesca a ferirmi IO dalle cavolate che riesco a combinare.
Ho sempre pensato di avere più persone in me.
Ora ne sono quasi completamente convinta.
I miei pseudonimi continuano a moltiplicarsi. Così le mie urla.
Ultimamente non faccio cose carine. Nè tanto meno GIUSTE.
Che brutta parola mi si ripercuote dentro.
GIUSTIZIA.
Ma poi.. chi decide cosa è giusto e cosa no?
La morale?
No, perchè io morale proprio non ne ho.
Non so chi sono. Dove vado. Cosa voglio.
So soltanto che vivo d'istinto.
Io sono l'ISTINTO.
Ma come si fa a pensare di poter vivere così?
ORGOGLIOSA E ISTINTIVA.
Un mix che distrugge l'anima a pezzi.
Non sento e non vedo mio padre da troppo tempo.
Ci pensavo oggi... mi piange il cuore a non sapergli dire: TI VOGLIO BENE.
Perchè.. è così.
Litighiamo. Tanto, troppo...
Ci siamo abbracciati solo una volta dimostrandoci affetto..
quando una mia amica è morta in un incidente stradale.
Ma io dico... devono morire le persone perchè a noi cada questo fottutissimo orgoglio?
Vorrei scrivergli...
temo di perderlo...
ma.. sono stupida. Non voglio che poi lui mi chiami.
Odio all'idea di parlare al telefono con lui.
Non abbiamo mai parlato io e lui, mai.
Figurati se so cosa devo dirgli ora che siamo a 700 km di distanza.
Mi sento male.. e mi vien da piangere.
Il tempo corre, non attende.
E io mi rinchiudo qui. In un post.
Fuori c'è il sole. La gente ride e si diverte.
Anch'io, con loro.
Vado in scena più tardi.
Ormai è un teatro.
Il teatro dell'assurdo.
E bene si... anche Beckett insegna.
Non solo Isabella.
Nessun commento:
Posta un commento