Rinchiudo nel silenzio di un gesto
le urla spogliate dalle loro voluttà,
mi disegno lividi sul corpo
mentre scie di nebbia sottile mi ledono il volto.
Vaneggio frenesie al chiaro di un albore
che riluce tra gli abissi.
Il suo riflesso cammina insistente
su quell'acqua gelida e nera.
La profondità di quella cinica chetezza, m'infervora.
Respiro.
Sospiro.
Annego.
"...e mi abbandono alle cose,
che adesso,
so che non esistono."
Davidormi - I momenti migliori
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